Se non senti odore l’aria è pulita: falso!

- Con il tempo ci abituiamo gradualmente alla qualità dell’aria di un ambiente: anche se è povera di ossigeno o carica di inquinanti, i nostri recettori olfattivi si “adattano” e smettiamo di percepire gli odori, dando l’illusione che l’aria sia pulita quando in realtà non lo è.
- L’olfatto non è uno “strumento di misura” affidabile: la sensibilità agli odori varia moltissimo da persona a persona.
- Molti inquinanti pericolosi sono totalmente inodori, tra questi vi è il monossido di carbonio (CO), il Radon, alcuni composti organici volatili (VOC).
- Ambienti che “sembrano puliti”, ma non lo sono: uffici o aule con finestre chiuse e molte persone e locali nuovi o ristrutturati da poco.
Profumatori d’ambiente, incensi e deodoranti rendono l’aria pulita: falso!
- Coprono l’odore, non il problema: profumatori e deodoranti rilasciano fragranze che mascherano i cattivi odori, ma non eliminano le sostanze che li generano (fumo, muffe, VOC emessi da mobili e vernici). Il naso percepisce “buon odore”, ma gli inquinanti restano in aria, anzi, se ne aggiungono.

- Aumento dei VOC nell’ambiente: molti profumatori (spray, diffusori a bastoncino) sono essi stessi fonte di composti organici volatili e di particolato
- Esempi tipici di “falso pulito”: bagno senza finestra: si usano spray profumati dopo l’uso, ma umidità elevata e altri inquinanti rimangono, favorendo muffe e cattivi odori.
- Uffici e negozi: profumatori per dare “sensazione di benessere”, mentre le concentrazioni di CO₂, VOC e polveri sottili rimangono alte.
Basta aprire le finestre ogni tanto: falso!

- Aprire la finestra per pochi minuti ogni tanto riduce solo parzialmente CO₂, umidità e inquinanti. Dopo poco tempo, con persone presenti che respirano e attività in corso (cucinare, lavorare, studiare), i livelli tornano rapidamente alti.
- Se l’edificio si trova vicino a strade trafficate, zone industriali o in città con elevato inquinamento, aprire la finestra significa far entrare anche smog, polveri sottili, pollini (e altri inquinanti). Il risultato può essere un ricambio d’aria quantitativamente sufficiente ma qualitativamente peggiore.
- Per un ricambio efficace servono aperture ampie e frequenti, oppure ricambi prolungati a bassa intensità, modulati in base all’uso del locale (numero di persone, tempo di permanenza, tipo di attività). Il classico “apro per 5 minuti al mattino prima di andare al lavoro” solitamente non è sufficiente.
- I sistemi di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) con filtri permettono di garantire un ricambio continuo e controllato: estraggono aria viziata, immettono aria esterna filtrata, recuperano calore e limitano l’ingresso di smog, polveri e pollini. In edifici ad alta efficienza energetica sono spesso l’unica soluzione per coniugare comfort, qualità dell’aria e risparmio energetico.