La qualità dell’aria

La qualità dell’aria (IAQ) che respiriamo negli ambienti chiusi è intimamente legata a quella esterna, in un rapporto di reciproca influenza che caratterizza la nostra esposizione quotidiana agli inquinanti. L’aria esterna (outdoor) entra continuamente all’interno degli edifici attraverso la ventilazione naturale, i sistemi di climatizzazione e le infiltrazioni, trasportando con sé particolato, ossidi di azoto, ozono e altri contaminanti tipici dell’inquinamento urbano e industriale. Questa connessione diretta fa sì che le concentrazioni di alcuni inquinanti indoor rispecchino, almeno parzialmente, quelle misurate all’esterno, sebbene con dinamiche complesse influenzate dalle caratteristiche costruttive dell’edificio e dalle modalità di ventilazione.
Tuttavia, la relazione tra aria esterna e interna non è semplice. Gli ambienti interni costituiscono microambienti in cui si aggiungono sorgenti di inquinamento specifiche, come i prodotti per la pulizia, i materiali da costruzione, gli arredi e le attività umane quotidiane, che possono alterare significativamente la composizione dell’aria.
Può capitare spesso che le concentrazioni di determinati inquinanti risultino più elevate indoor che outdoor, creando paradossalmente situazioni in cui chiudere le finestre durante episodi di inquinamento esterno potrebbe ridurre l’esposizione ad alcuni contaminanti ma aumentare quella ad altri.
Comprendere questa complessa correlazione è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di protezione della salute pubblica, poiché trascorriamo gran parte del nostro tempo in ambienti chiusi.

I principali inquinanti (e indicatori) della IAQ

  • CO2 (è un indicatore della qualità dell’aria)
  • VOC e TVOC (Composti Organici Volatili – Totali)
  • Formaldeide
  • Radon
  • Polveri (PMx)
  • Ossidi di azoto (NO2)
  • Componenti biologiche
  • Amianto

Legislazione e norme

A livello nazionale, manca una normativa organica specifica, anche se esistono riferimenti in diverse disposizioni:
– il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (che include diversi ambienti tra i quali gli uffici e le scuole),
– il Decreto CAM Edilizia – 2025 (tratta il tema della qualità dell’aria e l’obbligo della ventilazione meccanica controllata VMC – negli edifici pubblici) e le indicazioni tecniche relative all’efficienza energetica degli edifici che impattano anche sulla ventilazione.
La qualità dell’aria esterna è oggetto della Direttiva UE 2024/2881 (DIRETTIVA (UE) 2024/2881 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa), che ha introdotto ulteriori parametri di controllo, includendo limiti giornalieri per PM2.5 e NO₂, andando a modificare i limiti già in vigore, riducendoli.
Questi nuovi standard riflettono le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui rischi dell’esposizione anche a bassi livelli di inquinamento.
Un ponte di collegamento tra la qualità dell’aria interna e quella esterna viene offerto dalla norma tecnica UNI EN 16798-1, dove viene trovata una correlazione tra l’outdoor (fuori dalla porta, ovvero ambiente esterno) e l’indoor (ovvero all’interno degli ambienti).

Effetti sulla salute

Numerosi studi scientifici confermano che la qualità dell’aria, sia interna che esterna, ha un impatto significativo sulla salute umana, con effetti acuti e cronici su vari sistemi dell’organismo. L’inquinamento atmosferico rappresenta uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute pubblica, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che lo considera una delle principali cause di malattie e decessi prematuri a livello globale.

Aria interna e aria esterna

La qualità dell’aria che respiriamo negli ambienti chiusi è intimamente legata a quella esterna, in un rapporto di reciproca influenza che caratterizza la nostra esposizione quotidiana agli inquinanti. L’aria esterna (outdoor) entra continuamente all’interno degli edifici attraverso l‘aerazione (ovvero l’apertura delle finestre), i sistemi di climatizzazione e le infiltrazioni, trasportando con sé particolato, ossidi di azoto, ozono e altri contaminanti tipici dell’inquinamento urbano e industriale. Questa connessione diretta fa sì che le concentrazioni di alcuni inquinanti indoor rispecchino, almeno parzialmente, quelle misurate all’esterno, sebbene con dinamiche complesse influenzate dalle caratteristiche costruttive dell’edificio e dalle modalità di ventilazione.
Tuttavia, la relazione tra aria esterna e interna non è semplice. Gli ambienti interni costituiscono microambienti in cui si aggiungono sorgenti di inquinamento specifiche, come i prodotti per la pulizia, i materiali da costruzione, gli arredi e le attività umane quotidiane, che possono alterare significativamente la composizione dell’aria.
Può capitare spesso che le concentrazioni di determinati inquinanti risultano più elevate indoor che outdoor, creando paradossalmente situazioni in cui chiudere le finestre durante episodi di inquinamento esterno potrebbe ridurre l’esposizione ad alcuni contaminanti ma aumentare quella ad altri.
Comprendere questa complessa correlazione è fondamentale per sviluppare strategie efficaci di protezione della salute di tutti noi, poiché trascorriamo gran parte del nostro tempo in ambienti chiusi.

Raccomandazioni

Sintesi dei principali punti chiave:

  • I principali inquinanti sono: Outdoor: PM2.5/PM10, NO2, O3, SO2, CO, benzene, ammoniaca (precursore di particolato secondario). Indoor: PM2.5, NO2 (soprattutto da cottura a gas), COV/VOC (es. formaldeide), radon, muffe/bioaerosol, fumo di tabacco, sottoprodotti di ozonizzazione.
  • Effetti sulla salute: incremento di asma, infezioni respiratorie, eventi cardiovascolari, tumori, effetti su sviluppo nei bambini e aggravamento di patologie croniche negli anziani. Non esiste una soglia “sicura” per i principali inquinanti: i rischi crescono con l’esposizione.
  • Esposizione reale: passiamo la maggior parte del tempo in ambienti chiusi, l’aria interna dipende sia da sorgenti indoor sia dall’infiltrazione dell’aria esterna.
  • Standard e linee guida: valori guida OMS (2021) più stringenti per PM2.5, PM10, NO2, O3, in Europa nuova direttiva qualità dell’aria (2024) con obiettivi al 2030, per gli edifici, progettazione e gestione della qualità dell’aria interna secondo UNI EN 16798-1.
  • Co-benefici: interventi su ventilazione, filtrazione ed eliminazione delle fonti di inquinanti migliorano salute, comfort e performance (scuola/uffici), riducendo al contempo emissioni climalteranti.