
L’inquinamento dell’aria interna degli edifici residenziali rappresenta un danno non solo per le persone dal punto di vista del benessere e della salute, ma anche per le strutture architettoniche stesse.
Le principali fonti di inquinamento nelle abitazioni includono materiali da costruzione, prodotti per la pulizia, fornelli a gas, umidità eccessiva che favorisce la formazione di muffe, e in alcuni contesti la presenza di radon proveniente dal terreno (o dai materiali da costruzione).
Per garantire ambienti residenziali salubri è fondamentale assicurare una ventilazione adeguata, la scelta di materiali a bassa emissione, il controllo dei livelli di umidità, la scelta di prodotti per la pulizia idonei (controllo delle fonti) e gestendo correttamente l’apertura delle finestre o installando sistemi di ventilazione meccanica controllata.
Anche un ufficio (sia pubblico che privato) può presentare un’elevata concentrazione di sostanze inquinanti, con un forte impatto sulla salute. Il tema assume particolare rilevanza considerando che i lavoratori trascorrono mediamente 8 ore al giorno in spazi chiusi, dove l’esposizione prolungata a inquinanti può generare conseguenze significative sul benessere e sulla produttività.
Il datore di lavoro è chiamato a effettuare regolarmente la valutazione dei rischi cui sono sottoposti i suoi dipendenti predisponendo le azioni necessarie per ridurre tali rischi anche relativi alla qualità dell’aria indoor (IAQ): indicatori, fattori di inquinamento e metodologie costruttive.


Garantire ambienti scolastici salubri richiede un approccio multidisciplinare che integri progettazione architettonica, sistemi di ventilazione adeguati, monitoraggio della qualità dell’aria, manutenzione regolare e, non ultimo, un quadro normativo chiaro e vincolante che stabilisca standard minimi di qualità e procedure di controllo.
Il DPCM 26 luglio 2022 stabilisce le linee guida sulle specifiche tecniche per l’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di ventilazione negli ambienti scolastici, definendo anche gli standard minimi di qualità dell’aria. Il decreto sottolinea che la qualità dell’aria indoor è un requisito essenziale per la salute della popolazione scolastica e per il suo sviluppo conoscitivo. Negli edifici scolastici pubblici, dal 2017 e con aggiornamento nel 2022 è obbligatorio applicare i CAM Edilizia (DM 23 giugno 2022 n. 256) per gli edifici nuovi e le ristrutturazioni/riqualificazioni energetiche. Il documento obbliga l’installazione di sistemi VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) definendo specifiche metodologie per il calcolo delle portate di ventilazione.